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Fondato il Consorzio Tutela Vini Alto Adige

Il Consiglio d’Amministrazione: Helmuth Zanotti (Direttore), Armin Dissertori (Presidente), Michael Bradlwarter, Anton Zublasing, Luis Frötscher (Direttore del Consorzio cantine), Leo Tiefenthaler, Manfred Schullian.

Il “Consorzio Tutela Vini Alto Adige”, tenuto a battesimo a metà ottobre, ha come obiettivo quello d’incrementare la qualità dell’economia vitivinicola altoatesina e garantire, attraverso controlli regolari, l’elevato livello dei vini locali.

Già nel 1992 con una legge nazionale, l’Italia ha previsto l’introduzione di consorzi di tutela per i vini DOC. A partire dal 2008, nuove norme legislative richiederanno un piano di controllo specifico per ogni singola denominazione.

“Alto Adige” e “Lago di Caldaro”
Le cantine sociali dell’Alto Adige hanno, quindi, accolto l’iniziativa e fondato un consorzio di tutela, il cui compito consiste nell’eseguire i controlli per le denominazioni DOC “Alto Adige” e “Lago di Caldaro”. “Abbiamo fatto il primo passo”, ha affermato Helmut Zanotti, Direttore designato della Federazione delle cantine sociali e del Consorzio di tutela.

Organo centrale
In seguito all’approvazione da parte delle strutture competenti di Roma, il Consorzio è diventato l’organo centrale dell’economia vitivinicola altoatesina, cui possono aderire tutte le cantine e gli imbottigliatori di vini della Provincia. I rappresentanti dei liberi viticoltori e delle tenute vitivinicole private hanno, tuttavia, espresso il loro stupore per non essere stati inclusi al momento della fondazione del Consorzio. “Abbiamo già preso contatto con le altre associazioni vinicole per elaborare una strategia comune”, ha rivelato Armin Dissertori, Presidente della Cantina Produttori Caldaro e del Consorzio. 

Politica vitivinicola
In futuro, il Consorzio dovrà stabilire i criteri di qualità, condurre attivamente una politica finalizzata alla viticoltura e definire il posizionamento dell’area vitivinicola altoatesina in ambito italiano e internazionale. Considerando la ristrutturazione del mercato vitivinicolo europeo in atto e la conseguente apertura verso nuovi canali di sbocco, in quanto piccola regione dedita alla viticoltura, è necessario presentarsi uniti e consapevoli per la difesa dei propri interessi a Roma e Bruxelles: ecco il motto del Consiglio d’Amministrazione.

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