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10 anni di collaborazione tra Raiffeisen e Vontobel

Zjacic Damir, gestore Vontobel a New York: "Ottenere un risultato superiore alla media su un arco temporale lungo."

Nel 1998, Raiffeisen ha sottoscritto un accordo per la distribuzione in esclusiva dei fondi Vontobel, una decisione basata in primo luogo sull’eccellente qualità dei suoi prodotti d’investimento. Vontobel ha saputo mantenere le promesse e, oggi, numerosi clienti di Raiffeisen stanno traendo beneficio dal successo dei suoi fondi. Ecco una breve intervista con Zjacic Damir, gestore Vontobel a New York.

Sig. Zjacic, qual è il Suo approccio d’investimento?
Noi del team Vontobel di New York abbiamo sviluppato un processo d’investimento tutto nostro, orientato alla ricerca di valori. I nostri metodi, che si rifanno alla filosofia elaborata da Benjamin Graham e Warren Buffet, in linea di principio, seguono due regole basilari: la prima afferma che non possiamo subire perdite, la seconda che non dobbiamo mai perdere di vista la prima.

Come fate a conseguire questi obiettivi?
I nostri sforzi sono volti a ottenere un risultato superiore alla media su un arco temporale lungo. A tale scopo, compriamo solo titoli azionari che presentano una solida situazione finanziaria e che sono amministrati bene. Siamo convinti che, sul lungo periodo, le azioni “ricche di valore” ci proteggono dalle perdite e, al contempo, offrono buone opportunità di guadagno, non appena il mercato riconosce il vero valore insito nell’azienda. Per spiegarlo con le parole di Benjamin Graham: “I mercati azionari si sbagliano spesso e un investitore intelligente e coraggioso, a volte, può trarre profitto da tali errori”.

Qual è la vostra ricetta per trarre vantaggio dagli errori del mercato?
Evitiamo le situazioni poco chiare e investiamo solo in aziende che comprendiamo e per le quali prevediamo un vantaggio competitivo di lunga durata. Puntiamo, quindi, sui portafogli azionari cosiddetti “concentrati”: ciò significa che un pacchetto azionario può essere composto anche da solo 20-30 titoli di elevata qualità e da altri 50-70 di Paesi emergenti.
Un criterio per noi irrinunciabile è l’andamento degli utili: se i profitti di un’azienda crescono, possiamo offrire all’investitore un plusvalore. Anziché attenerci rigidamente a un indice di riferimento (benchmark), preferiamo puntare su rendimenti positivi e durevoli nel tempo. Per questo, un calo dei mercati di breve termine non ci spaventa e, inoltre, siamo disposti ad accettare scostamenti di breve e media durata rispetto al benchmark.

Come affrontate la gestione del rischio?
La nostra attività di controllo del rischio ci porta a investire su aziende di qualità che, per molti anni, hanno pubblicato bilanci eccellenti. Di queste società acquistiamo le azioni solo se sono sottovalutate, ovvero “a buon mercato”. I titoli devono presentare un margine di sicurezza del 15% tra il valore di mercato e quello intrinseco dell’azienda.

Intervista a cura di Christa Ratschiller.

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