Uomini e donne per e con la Federazione

In questa sede desideriamo presentarvi le personalità che gestiscono la Federazione Raiffeisen, vi collaborano o lavorano a stretto contatto, svolgendo svariate funzioni al suo interno.
Gli intervistati vi racconteranno la loro attività all’interno della Federazione, ma non solo. Queste pagine saranno costantemente aggiornate con nuovi contributi, quindi tornate spesso a trovarci.


Julius Ploner

Dal 1996 presso l’Area Sistemi Informativi Raiffeisen, reparto sviluppo software

Lei lavora nel reparto sviluppo software dell'Area Sistemi Informativi Raiffeisen. Di cosa si occupa concretamente?

Sin da subito ho avuto la sensazione di entrare in un ambiente familiare, dove il raggiungimento di obiettivi comuni è sempre al primo posto, anche davanti alle "ambizioni" personali. E non si tratta solo di traguardi puramente aziendali, ma anche interpersonali, come una buona intesa tra colleghi, il sostegno reciproco, un piacevole clima lavorativo. In situazioni straordinarie ci si fa in quattro sapendo che, in caso di necessità, si può contare sul medesimo impegno da parte dei propri colleghi.

Quali sono le qualifiche e le capacità richieste per lo svolgimento della Sua attività?

Gioia e impegno nella ricerca di soluzioni a problemi in costante evoluzione. Naturalmente, tutto riesce più facile se si è molto flessibili, sia mentalmente che dal punto di vista dell'orario. Per quanto riguarda le qualifiche, sono dell'opinione che l'esperienza difficilmente possa essere appresa sui libri, ma è il frutto di ciò che si vive in prima persona.

Come descriverebbe una Sua tipica giornata lavorativa?

pling, c'è un nuovo incarico (urgente) per te... pling, c'è un nuovo incarico (urgente) per te... pling, c'è un nuovo incarico (urgente) per te... Scherzi a parte, da alcuni mesi il nostro team si occupa esclusivamente di evadere le richieste più pressanti dei clienti. Affrontiamo costantemente casi più o meno complessi, per cui dobbiamo sviluppare adeguate soluzioni tecniche (software). L'attività è molto varia e, a volte, anche divertente.

Che cosa Le piace particolarmente del Suo lavoro?

Mi piace risolvere enigmi e questa passione mi torna molto utile per il mio lavoro. Credo infatti di aver sviluppato la capacità di scomporre rapidamente contenuti complessi in passi piccoli e semplici, implementando le soluzioni attraverso un'efficiente tecnica modulare. Lo ammetto: il lego è stato uno dei miei passatempi preferiti da piccolo!

Qual è stata, fino ad oggi, la sfida più dura che ha dovuto affrontare in ambito lavorativo?

Al momento non mi sovviene alcun episodio. Forse è dovuto al fatto che tendo a non considerare quasi mai un problema come un'entità a se stante, bensì come un'aggregazione di ostacoli più piccoli. Forse, la sfida maggiore è proprio quella di darmi un freno sul lavoro, per non trascurare troppo la mia famiglia. :)

E quale l'episodio più bizzarro che ha vissuto sul lavoro o che cosa ricorda con più gioia?

A inizio della mia carriera, ho vissuto un'esperienza che, ancora oggi, mi fa sorridere. A quei tempi, le comunicazioni ai clienti venivano elaborate su moduli stampati in serie. Il mio compito era quello di scrivere un programma che predisponesse le comunicazioni PIN per determinati gruppi di clienti. Purtroppo, avevamo una scorta ridotta a un migliaio di prestampati, a fronte di 940 lettere che dovevano essere inviate quella sera.Mi sono fermato a lungo in ufficio, ho ultimato e testato il programma, quindi l'ho girato alla produzione e, in tarda serata, il reparto operating ha dato il via alla stampa. Più per curiosità che per altro, ho gettato uno sguardo al processo e controllato due posizioni a me note. Con immenso stupore mi sono accorto che su entrambe era stampato l'indirizzo sbagliato! Ho fatto un balzo sulla sedia: avevamo sprecato gli ultimi 1.000 moduli e non ce n'erano più a magazzino! Volevo bloccare subito la stampa, per salvare almeno gli ultimi moduli rimanenti... quando, a un'occhiata più attenta, ho visto che il destino ci aveva giocato uno strano scherzo: si trattava infatti di un doppio caso di omonimia. I nomi dei miei due conoscenti comparivano poche righe qui in basso, nella stessa esatta sequenza, ma con gli indirizzi corretti!

Il Suo motto?

Vivere è un po' come scalare una montagna: gli obiettivi più ambiziosi si raggiungono con più rapidità e con maggiore efficienza facendo piccoli passi costanti, anziché grossi balzi.