Modello organizzativo e codice etico

La grande umanità e l’impegno sociale di Friedrich Wilhelm Raiffeisen gli hanno consentito, 150 anni fa, di persuadere i suoi concittadini a collaborare in unità organizzative collegiali, facendo leva sui principi dell’autoaiuto e della responsabilità individuale e rendendo così possibile il raggiungimento di obiettivi, altrimenti preclusi ai singoli. Tutti i partner del Sistema coniugano il modello commerciale cooperativo e i valori fondamentali di Raiffeisen, ovvero autoaiuto, autonomia gestionale, responsabilità individuale, autocontrollo, sussidiarietà e solidarietà. In tal senso, la Federazione Raiffeisen si è dotata di un codice etico, il quale prevede che tutte le sue attività e i suoi servizi siano direttamente o indirettamente orientati al rafforzamento delle prestazioni dei suoi soci e al loro sviluppo.
La Federazione Raiffeisen ha ritenuto, inoltre, ragionevole e idonea ai propri scopi l’adozione di un modello organizzativo, ai sensi del d.lgs. n. 231 dell’8 giugno 2001, sensibilizzando altresì i collaboratori e le altre persone collegate alla società sull’importanza di comportamenti corretti e trasparenti, così da evitare la perpetrazione dei reati previsti da tale decreto.

Scopo e contenuti essenziali del modello organizzativo

Il modello organizzativo della Federazione Raiffeisen definisce un sistema strutturato di procedure e controlli interni, volti a contrastare il verificarsi dei reati previsti dal decreto succitato. In particolare, i singoli ambiti d’attività e i relativi rischi vengono enumerati in ordine ai possibili reati; per ciascuna area vengono, inoltre, stabilite le procedure e le misure di controllo ritenute idonee. Infine, viene introdotto un sistema disciplinare che sanziona i casi d’inosservanza delle misure previste dallo stesso modello organizzativo.

Struttura del modello organizzativo

Il modello si compone di una parte generale e di una particolare. La prima racchiude i principi fondamentali, le disposizioni che regolano l’organo di vigilanza e le norme disciplinari; quella particolare, invece, definisce le singole “aree a rischio” e le norme comportamentali relative alle fattispecie di reato citate nel decreto.

Modello organizzativo

Codice Etico